PODCAST DI VERNASCA
La Vernasca
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Trascrizione - La Vernasca
La Vernasca o la Vernasca o Lo Vernasco, come era scritto nei documenti dell'Abbazia di Valdola, faceva parte verosimilmente, di quella catena di fortilizi abitati, costruiti in luoghi strategici a difesa della Val d'Arda. Tracce di questi castellieri, sono stati ritrovati a Rocchetta di Vallescura sulla roccia di Casali, sul monte Castellaccio Morfasso, sul monte Palazzo sopra Vezzolacca e sul monte Gioco sopra Lugagnano.
Vernasca non si può considerare un paese, ma una identità territoriale che si sviluppa nel corso dei secoli, intorno ad un nucleo originario che viveva in simbiosi con la località, quali la Maestà, che si trovava al vertice del colle di San Colombano e coincideva con la fortificazione attorno alla chiesa.
Le pianazze interne al pianoro della fortificazione e attigue alla chiesa, il terraglio, la villa che si estendeva ai piedi del Declivo verso est, dove oggi si trova via Marconi, Casasco, non distante dalla villa, la valle corrispondente agli Odieri Mazzoni, la costa detta anche costa degli Artusi.
Anche a Vernasca governavano i visconti e poi i rossi in seguito alla soppressione dell'abbazia della Valtola.
Il controllo del territorio passò agli Sforza di Santa Fiora e poi agli Sforza Cesarini e furono i proprietari del castello fino al 1904.
Dal 1951 Vernasca è la sede comunale del territorio, ricomprendendo anche il territorio di Vigoleno e i suoi quartieri.
Oratori di campagna
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Trascrizione - Oratori di campagna
Gli oratori di campagna rappresentano un elemento fondamentale del paesaggio rurale di Vernasca, testimoniando la profonda devozione delle comunità locali e il loro legame con la spiritualità.
Piccoli edifici sacri disseminati sul territorio, questi luoghi di culto non erano solo spazi per la preghiera, ma avviene proprio punti di riferimento per la vita sociale e religiosa delle frazioni e delle contrade.
Tra gli oratori di maggior interesse storico troviamo quella della Santissima Trinità, situata in località di Borla, edificata probabilmente nel XVI secolo, è attestata nei documenti a partire dal 1610 e ha subito nel tempo numerosi restauri sostenuti da importanti famiglie del territorio, come gli Sforza Fogliani e gli Scotti di Vigoleno.
La sua struttura semplice, con facciata a capanna e campanellette e mattoni a vista, conserva ancora il fascino delle antiche chiese di campagna.
Di grande valore storico è anche l'oratorio di Santa Lucia Terenza, risalente al 1710 e costruito per volontà di Don Giacomo Belforti. Nonostante le dimensioni ridotte, questa piccola chiesa ha mantenuto una funzione religiosa attiva nel tempo, con celebrazioni annuali in onore della Santa. Situato nel cuore dell'abitato, presenta una facciata capanna con pietra vista e conserva al suo interno una reliquia di Santa Lucia, simbolo di protezione per la comunità.
Un altro esempio significativo è l'oratorio di Pione, dedicato a Maria Consolatrice degli afflitti e legato a un voto della popolazione, inseguito a un'epidemia di colera nel 1867.
Costruito grazie alle donazioni degli abitanti, è stato successivamente ampliato per accogliere il crescente numero di fedeli. Ancora oggi, pur con un ridotto numero di residenti, viene mantenuto con cura e continua a essere un luogo di devozione e memoria collettiva.
Questi oratori, se pur spesso di modeste dimensioni, sono parte integrante del patrimonio storico e culturale di Vernasca.
Essi raccontano storie di fede, di comunità e di resistenza nel tempo, offrendo oggi non solo un punto di riferimento religioso, ma anche una testimonianza della tradizione architettonica e sociale del territorio.
La diga di Mignano
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Trascrizione - La diga di Mignano
La diga di Mignano.
Tra le più importanti modificazioni del paesaggio occorsi in quest'area, nel Novecento, rientra certamente la costruzione della diga di Mignano, a causa della quale si formò il lago di Mignano, ancora oggi parte dei territori comunali di Morfasso e di Vernasca.
La diga consente lo sfruttamento idroelettrico ed industriale delle acque del fiume Arda.
L'atto notarile di costruzione del Comitato dei Promotori della costruzione del serbatoio di Valdarda, giunse il 9 Novembre 1918.
Poco meno di un anno più tardi, il Comitato venne autorizzato alla derivazione a fini agricoli e idroelettrici, cosa che spinse i soci ad affidare all'ingegner Augusto Ballerio la progettazione della diga.
Solo cinque anni più tardi, nel marzo 1926, iniziarono i lavori di costruzione, affidati alla storica impresa dell'ingegner Vincenzo Lodigiani.
I lavori di realizzazione della diga, costituita da un muro arcuato con un raggio di 500 metri, durarono otto anni e il 24 maggio 1934 si arrivò all'inaugurazione ufficiale.
Da allora fino ad oggi la diga di Mignano e il relativo bacino idrografico hanno profondamente modificato il paesaggio dell'alta Valdarda e anche la sua percezione a livello turistico, tanto da costituire una delle risorse di punta della vallata.
Le Chiese
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Trascrizione - Le Chiese
Le chiese.
In Vernasca erano presenti due chiese, una verso valle, dedicata a Santa Maria Annunciata, soggetta alla giurisdizione della pieve di Santa Maria Assunta di Castello Arquato, e una al sommo del colle fortificato dedicata a San Colombano e soggetta all'abbazia di Tolla.
Dell'antica chiesa di Santa Maria Assunta, detta di Casasco, oggi non resta nulla, anche se la sua antica ubicazione sopravvive nel ricordo popolare.
Questa chiesa sorgeva sul versante dell'Angina, a poco più di un centinaio di metri in linea d'aria, dal vertice del colle di San Colombano dove sorgeva la principale chiesa di Vernasca, dedicata al santo irlandese.
La chiesa di San Colombano era un rettorato soggetto all'antico monastero di Tolla, insieme ad altre cappelle come quella di Mistriano, Fellazione, Morfasso, Olza, Levigi, Malvisi, Sperongia, Pedina, Teruzzi, Chiesa Bianca, San Giorgio Valtolla, Lizano, oltre al priorato di San Dalmazio di Piacenza.
Nel corso di secoli i parroci rettori ingrandirono la chiesa. Nel 400 e nel 500 saranno allargati i fianchi con una serie di cappelle laterali, come era in uso in quel tempo, anche nelle chiese cittadine.
Una di queste cappelle fu dedicata a San Rocco e un'altra alla Vergine delle Grazie.
Nel 1474 l'Abside viene affrescato con il tema dell'incoronazione della Vergine.
Nella seconda metà del Cinquecento il Vescovo di Piacenza, Paolo Burali, annota anche questa chiesa va pavimentata.
Restaurato il tetto della chiesa, ma anche quello del chiostro e il ciminetto a Tiguo, deve essere delimitato da una siepe o da una recinzione.
Anche nel Settecento questa chiesa verrà restaurata grazie a Don Carlo Bottazzi.
Viene rifatta la pavimentazione, si risistema il tetto.
L'altare maggiore si aggiunge un altare sul lato destro, dedicato a San Fermo, mentre scompare la dedicazione della cappella di San Rocco a favore di San Pellegrino.
Sul lato sinistro rimane il battistero, l'altare della Beata Vergine delle Grazie. La chiesa è tre navate, separate da robuste colonne.
È all'inizio dell'Ottocento che la chiesa verrà interessata dai movimenti franosi che mineranno lentamente delle fondamenta della chiesa.
Nel 1880 viene deciso di procedere alla costruzione di una nuova chiesa che sarà ubicata nella parte bassa del paese.
La nuova chiesa si inizia a costruirla il 15 luglio 1881 e il 23 novembre del 1884 la chiesa viene aperta al culto.
La torre verrà ultimata nel 1899 mentre il sagrato sarà realizzato nel 1929.
Della vecchia chiesa vengono usati certamente in gradini in pietra, il tabernacolo e le colonne della cappella della Beata Vergine delle Grazie.
Il Castello
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Trascrizione - Il Castello
Il castello.
Il termine La Vernasco compare per l'ennesima volta in un documento emesso dall'imperatore Enrico II nell'anno 1041 a favore dell'abbazia Ritolla.
Questo monastero esisteva già con molta probabilità nell'alto Medioevo ed era sotto controllo della Chiesa di Milano.
Nel documento l'imperatore concede di edificare un castello in Vernasca a custodia e difeso di questi territori e che protegga in particolar modo il monastero stesso.
Nella seconda metà dell'undicesimo secolo, il territorio di Vernasca entra nei possessi che l'arcivescovo di Milano, Gotofredo, cede ai marchesi Oberto-Obizzo Malaspina.
Questi possedimenti erano gestiti dall'abbazia di Tolla. Settant'anni dopo queste terre tornano all'abbazia per volontà del pontificio Eugenio IV nell'anno 1148.
Un borgo arrocato intorno alla sua chiesa è già riconoscibile dal XII secolo. Il castello già dal 1354 presenta la seguente configurazione:
una porta di mezzo presso la quale vi è una casa murata e coppata che confina con la strada del comune e il terraglio del castello.
Sempre nel castello vi è una domus detta camminata di proprietà del monastero di Tolla. La camminata è una casa torre e probabilmente coincideva con il torrione in posizione sud-ovest.
Nel Cinquecento risultava anche una casa al cui interno è un torchio da vino con tutto l'occorrente alla produzione del vino.
Il castello di Vernasca, citato in diversi documenti, è una fortificazione elevata sulla sommità del colle detto di San Colombano, con al suo interno una piccola comunità che vi vive e produce. Il torchio ne è una dimostrazione.
Il castello è poi con il tempo quasi certamente franato e ciò che rimane lo testimonia.