NOTIZIE STORICHE
Il borgo di Vigoleno è stato per secoli legato alla famiglia Scotti, potente casata guelfa piacentina, le cui origini risalgono al XIII secolo. Secondo alcune teorie, gli Scotti discenderebbero dal clan scozzese dei Douglas, ma questa ipotesi è considerata priva di fondamento storico. Cresciuti in ricchezza grazie al commercio e all’attività bancaria, gli Scotti si distinsero nel governo di Piacenza e acquisirono numerosi feudi, tra cui Vigoleno, Sarmato e Fombio.
Alberto Scotti, signore di Piacenza nel XIV secolo, tentò di espandere il proprio dominio fino a Milano, ma fu sconfitto dai Visconti. Suo figlio Francesco I ricevette il titolo di conte di Vigoleno e altri feudi nel 1404, consolidando la presenza della famiglia nella regione. Nei secoli successivi, gli Scotti mantennero il controllo su Vigoleno e ampliarono il loro potere con alleanze matrimoniali e incarichi presso la corte ducale. Tra i membri più influenti, il conte Bartolomeo Scotti Douglas finanziò la fortificazione di castelli e la ristrutturazione delle mura di Piacenza.
Vigoleno, un antico castrum romano, fu a lungo conteso tra le fazioni guelfe e ghibelline. Il castello, distrutto più volte, fu ricostruito nel 1389 da Francesco Scotti e divenne un punto strategico nella difesa del territorio. Nel XVI secolo gli Scotti rientrarono in possesso definitivo del borgo e ottennero il titolo di marchesi dai Farnese. Oltre al castello, il borgo è noto per la chiesa di San Giorgio, che conserva preziosi affreschi medievali e sculture in stile antelamico.
Oggi, Vigoleno conserva il fascino della sua storia e rappresenta un raro esempio di borgo fortificato medievale perfettamente conservato.
la struttura del borgo
La storia del Borgo di Vigoleno, almeno dalla seconda metà del XIV secolo fino alla fine del XIX secolo, si intreccia con le vicende degli Scotti.
Non vi sono tuttavia riferimenti storici certi delle origini di questa famiglia prima del XIII secolo, quando alcuni membri di questa famiglia presero poco per volta il potere della città di Piacenza. Già nel 1290 infatti Albero Scoto possedeva diverse proprietà immobiliari in città ed era proprietario di terreni nel territorio di Vigoleno.
Il feudo rimase nelle mani della famiglia Scotti durante i secoli grazie al titolo comitale assegnato da Francesco II nel 1404 per i servizi resi ai Visconti.
Vigoleno ha dato i natali a diversi membri di questa famiglia, ma non sempre questi personaggi si sono preoccupati del destino di questo luogo perseguendo mire e obiettivi che li hanno portati a sfidare casati e questo ha comportato a volte la perdita, seppur temporanea, del controllo di queste terre.
Queste terre sono state strategiche per diversi secoli, la vicinanza infatti con i territori di Salsomaggiore e con le sue saline, rendeva Vigoleno un luogo ideale per lo sviluppo economico e la ricchezza delle proprie finanze.
Il sale è un elemento essenziale alla vita umana perché permette la conservazione del cibo e la lavorazione delle pelli.
Sia il Comune di Parma che quello di Piacenza erano interessati alle saline di Salsomaggiore che però non erano in grado di sfruttare in modo diretto.
Gli Scotti si inseriscono in questa storia già a partire dal XIII secolo come proprietari di saline e furono produttori di sale impiegando come lavoratori i cittadini di Vigoleno.
La comunità di Vigoleno infatti non era solo tenuta al versamento della decima ma anche a svolgere mansioni legate allo sfruttamento delle saline.
Tra queste mansioni vi era anche la manutenzione della via Romea attraverso al quale passava il sale diretto a Salsomaggiore.
Per poter produrre il sale occorreva far evaporare l’acqua scaldandola e questo comportava un uso intensivo di legname, risorsa presente su tutte le colline circostanti.
I lavoratori di Vigoleno erano anche preposti a fornire la legna necessaria al soddisfacimento della produzione del sale.
Nel XIV secolo il paesaggio intorno a Vigoleno abbondava di boschi cedui e i terreni agricoli e i tratturi per l’allevamento erano molto pochi.
Anche i Boschi venivano coltivati perché le zone boschive dovevano sempre essere rifornite di legna da ardere.
I boschi erano protetti perché il sale aveva importanza economica e strategica.
La vita a Vigoleno fu a lungo tranquilla ma sorsero dei conflitti tra il signore e i suoi dipendenti nel corso del XVI secolo.
Il Conte era assistito da ufficiali e da un podestà per la regolamentazione dei beni devoluti alla comunità.
Il Conte si faceva consegnare dai suoi intermediari i canoni e la decima e i suoi ufficiali sorvegliavano l’approvvigionamento del legname a Salsomaggiore, come dimostra un documento datato 1539.
Questo sistema feudale durò secoli, i cittadini sottomessi al Conte e il Conte sottomesso ai Principi o chi governava in quel momento.