INTERVISTE
Giuseppe Barani, nato nel 1924 ai Melesi di Vigoleno, aderì dopo l’8 settembre 1943 alla 62ª Brigata Garibaldina. Partecipò alla battaglia di Castelnuovo Fogliani, ma si distinse soprattutto per un gesto eroico e pacifico: portò una bandiera bianca al comando tedesco a Fiorenzuola, rischiando la vita, per evitare uno scontro con gli americani. I tedeschi accettarono di arrendersi solo agli alleati, ma grazie al suo intervento la città fu risparmiata da ulteriori sofferenze. Un gesto di pace, non di sfida, che lo rende esempio di coraggio e umanità.
Egidio Barani, classe 1920, fu deportato in Germania dopo l’armistizio. Lavorò sotto i bombardamenti a Berlino, dove incontrò un compaesano, Italo Sesenna, con cui condivise amicizia e nostalgia. Passarono insieme il Natale del ’44. Italo morì in un bombardamento nel ’45, mentre Egidio fu preso dai russi e deportato, ma riuscì a tornare a casa. Parlò sempre di Italo con commozione. La guerra ha strappato vite e memorie, lasciando solo silenzi e lacrime.
MOSTRE
Nel suggestivo borgo di Vigoleno, uno dei più belli d’Italia, prende vita una mostra che unisce arte contemporanea e storia. Tra vicoli in pietra, archi medievali e scorci panoramici, sculture e opere d’arte si integrano perfettamente con l’ambiente, creando un dialogo tra passato e presente.
Le installazioni, dislocate in vari punti del borgo, valorizzano spazi pubblici e angoli nascosti, trasformando Vigoleno in un museo a cielo aperto. Ogni opera racconta un’emozione, una riflessione o un frammento di bellezza, invitando il visitatore a osservare il paese con occhi nuovi.
La mostra accoglie artisti locali e nazionali, dando voce a stili e materiali diversi: pietra, ferro, ceramica, legno, ma anche tecniche miste e sperimentazioni. È un’occasione unica per vivere l’arte in un contesto autentico e ricco di fascino.
Un evento che celebra la creatività e il territorio, capace di coinvolgere residenti e turisti in un’esperienza culturale immersiva, in equilibrio tra memoria e innovazione.