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Vigoleno borgo delle Genti

La nostra storia

Il borgo di Vigoleno, tra le colline piacentine, affonda le sue origini nell’epoca romana, ma assume l’aspetto attuale nel Medioevo, con un impianto fortificato ancora oggi visibile. Il nome deriva da “vicus lenis”, ovvero “villaggio sul pendio dolce”, a sottolinearne la posizione strategica.

Nel XIV secolo passò agli Scotti di Piacenza, che lo trasformarono in una roccaforte. Il castello, con le sue mura merlate, il mastio e le torri, è uno degli esempi meglio conservati di architettura militare medievale in Emilia-Romagna.

Nei secoli, il borgo fu conteso da Visconti e Farnese, ma mantenne la sua struttura originaria. Nel Novecento, la nobildonna Maria Ruspoli de Gramont restaurò il castello, rendendolo un centro culturale frequentato da artisti e intellettuali.

Oggi Vigoleno è un luogo fuori dal tempo, dove le tradizioni resistono tra mura antiche e scorci panoramici.

Interviste e mostre

Vigoleno non è solo da ammirare, ma da vivere: un borgo che continua a raccontarsi tramite immagini, parole e testimonianze. Mostre fotografiche e documentarie, insieme a interviste a residenti, studiosi e artisti, offrono uno sguardo autentico su ciò che lo rende unico.

Le esposizioni tematiche mettono in luce aspetti nascosti della vita quotidiana, dell’arte, delle tradizioni e dei personaggi che hanno segnato la storia locale. Le interviste danno voce a chi vive, custodisce e racconta il borgo ogni giorno.

Ogni mostra e ogni voce diventano tasselli preziosi di un racconto che unisce passato e presente, memoria e identità. È un viaggio dentro e oltre le mura, per scoprire non solo la bellezza architettonica, ma anche l’anima profonda di Vigoleno.

Il nostro ambiente

A Vigoleno, il rispetto per l’ambiente è parte della cultura locale. Immerso tra colline, vigneti e boschi, il borgo custodisce un paesaggio integro, protetto con cura e orgoglio dalla comunità.

La coltivazione della vite, in particolare per il Vin Santo, segue metodi tradizionali e sostenibili, riducendo al minimo i trattamenti chimici e rispettando i cicli stagionali. Le uve sono lavorate con attenzione, nel pieno rispetto della natura.

I sentieri, i torrenti e le aree verdi sono mantenuti puliti e accessibili, e i visitatori sono invitati a non lasciare tracce, contribuendo alla tutela ambientale.

Il borgo promuove pratiche come la raccolta differenziata, l’uso di materiali biodegradabili e la valorizzazione delle risorse locali. A Vigoleno, vivere in armonia con la natura è una scelta quotidiana, guidata da rispetto e responsabilità.

Galleria fotografica

Questa galleria fotografica è un viaggio nel tempo, che racconta la storia e l’anima di Vigoleno. Ogni scatto è una finestra sul passato: dalle mura antiche alle vedute panoramiche, dai dettagli architettonici alle scene di vita quotidiana.

Attraverso le immagini si rivivono momenti significativi, si scoprono i volti degli abitanti, si osservano i cambiamenti del tempo e si apprezza la bellezza senza tempo di Vigoleno.

Ogni fotografia è accompagnata da descrizioni che ne spiegano il contesto, offrendo spunti per comprendere l’importanza storica e culturale del borgo. Che siano scatti d’epoca, immagini di eventi o dettagli nascosti, tutte contribuiscono a narrare la memoria viva del luogo.

Sfogliare la galleria significa lasciarsi guidare da uno sguardo emozionato sulla storia, riscoprendo il fascino di Vigoleno, un borgo che ha attraversato i secoli con eleganza e carattere.

Il Vinsanto di Vigoleno

Il Vin Santo di Vigoleno ha origini antiche, documentate dal 1500 nei registri del Castello e della parrocchia. Dal 1826, la produzione è segnalata nei libri contabili degli Scotti Douglas. Ha ricevuto premi e riconoscimenti, con bottiglie storiche ancora custodite da famiglie del luogo.

È un vino unico per il lungo affinamento: minimo 60 mesi (48 in caratelli, 12 in bottiglia). Si usano uve Santa Maria e Melara (min. 60%), con possibile aggiunta di Ortrugo o Trebbiano Romagnolo (max 40%). Le uve sono appassite su graticci, spremute dopo il 1° dicembre, senza solfitifiltrazioni.

Il disciplinare prevede bottiglie renane da 0,375 o 0,500 litri. Al palato è dolce e potente, con note di frutta secca e spezie; al naso è intenso e aromatico. Il colore è ambrato, con gradazione alcolica 14%. Un vino prezioso e identitario, espressione della tradizione della Val d’Arda.